La consapevolezza

LA CONSAPEVOLEZZA 

A volte mi capita di incrociare persone, o famiglie impoverite da tante debolezze relazionali, ma allo stesso tempo, molti di loro, come soffrono per  loro punti deboli, così sviluppano risorse inattese ed efficaci! E  una risorsa che ti viene dal Cielo è la  consapevolezza!

Ma cos’è la consapevolezza? La capacità di percepire i propri comportamenti sul piano cognitivo, emotivo, progettuale, ecc. Ed  è un progressivo connettere ed integrare il nostro passato con il nostro presente partendo dal riuscire a vedere le nostre azioni con le reazioni che esse comportano, come uno specchio in cui noi vediamo i nostri comportamenti.

Per me la consapevolezza è la voglia di crescere nonostante i nostri limiti: e la voglia di crescere è un dono della vita!

Infatti, ho imparato che esistono farmaci che assumiamo dall’esterno ed  farmaci che invece sintetizziamo dentro di noi e che fanno bene a noi ed alle  relazioni. Ad esempio la condivisione, la reciprocità, mettersi nei panni dell’altro, saper disinnescare le escalation nella coppia, rappresentano farmaci relazionali che fanno bene alla cura dei legami familiari, o di coppia.

Ma  tra i farmaci, per così dire che fanno bene a se stessi ricordiamo l’amor proprio, l’autostima, saper dire di si o di no, l’autoironia, ma su tutti è la consapevolezza!

E come tutte le strategie che hanno un effetto curativo per noi e le relazioni,  come tutti quei farmaci che creiamo dentro di noi, possiamo assumerli senza controindicazioni ed eccedere di condivisione, reciprocità. Ma nel caso della consapevolezza da sola non basta!

Per molti altri la consapevolezza non basta mai: nel senso che molti continuano a pensare, capire,  unire puntini e connettere episodi della loro vita! Ma, più si va avanti con la comprensione dei fatti, più la paura aumenta e ci rifugiamo in noi stessi, magari cercando risposte in libri. Ma non ci accorgiamo che più tempo passa, più tendiamo ad isolarci, e la paura del cambiamento ci fa illudere di potercela fare da soli! E poi ci rendiamo conto che stiamo sempre lì: fermi al punto di partenza!

Una  volta aperti gli occhi, poi  da soli non riusciamo a mantenerli aperti. Occorre qualcosa che ci faccia sperimentare un senso di sicurezza in noi stessi!

E il primo terreno nel quale seminare la consapevolezza è la relazione! Quale? Familiare? Affettiva?

Quando proviamo a condividere con amici, partner, parenti i frutti delle nostre considerazioni o intuizioni cosa accade?

 In famiglia non tutti capiscono o non tutti vogliono capire. Soprattutto  in famiglie attraversate da conflitti generazionali,  dove chi capisce, chi si fa un’idea personale della situazione viene preso per pazzo e col tempo si ammala fino a diventarci, colpevole solo di aver compreso le dinamiche disfunzionali familiari! E chi apre gli occhi e cerca di uscire dai giochi familiari rappresenta un rischio di un cambiamento, che non tutti sono disposti a voler affrontare: meglio litigare!  Per cui se ci confidiamo o ci sentiamo bocciati in ogni nostra intuizione, o spesso talvolta lo facciamo spinti da quella rabbia verso chi ci ha fatto del male ma non lo vede! Quindi in famiglia noi co vogliamo confidare oppure ci confidiamo per chiedere il permesso di crescere?

Oppure con gli amici o in generale: ci siamo mai chiesti se confidarci con amici dei nostri malesseri o delle nostre intuizioni alla fine non appesantisca il legame fino a farlo spezzare? Non tutti sono in grado di sostenere il peso dei nostri malesseri o delle nostre intuizioni e non è detto che dover ascoltare storie di malesseri antichi rientri nelle mansioni di un amico o  di un partner: ci siamo mai messi nei panni di chi c ascolta? Ci siamo mai chiesti se raccontare i nostri traumi irrisolti in realtà non appesantisca il  legame fino a spezzarlo!

Confidarsi quindi non è terapeutico,( se per terapeutico si intende qualcosa che stimoli un cambiamento dello stile di vita che contribuisca anche a lenire certi sintomi come ansia o depressione)! Anzi a lungo andare,  crea dipendenza e alimenta la  paura e  la rassegnazione! Confidarsi con tutti talvolta rappresenta una modalità di funzionamento tipica di persone che hanno subito un trauma nella vita e che, confidandolo a chiunque gli ispiri un po’ di fiducia ( fosse pure il fruttivendolo sotto casa!) trova un modo di agire il trauma anziché elaborarlo!

Per cui è terapeutico il chiedere AIUTO alla relazione giusta!

che ci aiuti a tenere gli occhi aperti sulle nostre scoperte e che ci faccia sentire rassicurati dalla paura della scoperta e del cambiamento che comporta!

Ecco che entra in  scena la relazione col terapeuta che,  a differenza delle altre relazioni che viviamo, non si spezza sotto il peso delle nostre ferite, anzi le cura fino a cicatrizzarle e ci sostiene mentre le nostre orecchie ascoltano cosa ha da dire la nostra psiche attraverso le parole. Perché la consapevolezza si nutre dei frutti di ciò che ascoltiamo dalle nostre stesse parole seminate  nella relazione.

Nella relazione terapeutica impariamo a  guardarci in terza persona, senza aver paura di noi stessi! E ci Alleniamo a tollerare la frustrazione del torto, a riconoscendo errori che non avevamo visto prima e meriti di cui abbiamo avuto sempre paura di riconoscerci esorcizzando la paura del cambiamento. Un costante allenamento di chi  vuole crescere  e che tramite la relazione terapeutica scopre che in realtà i nostri fantasmi interiori altro non sono che un bambino che non abbiamo mai ascoltato!

Seminando consapevolezza nella relazione terapeutica, facciamo scoperte straordinarie e talvolta scomode:  ad esempio che quando siamo ostaggio dei nostri impulsi, i nostri comportamenti hanno delle ricadute nella relazione con l’altro o che  non è facile metterci nei panni di chi è legato a noi mentre subisce le conseguenze dei nostri errori!

Allo stesso modo non è facile riuscire ad ascoltare  chi riteniamo nemici mentre col dito puntato ci sta sparando. E se ci stesse indicando un nostro punto debole?

E se in alcuni casi i nemici fossero coloro che si restituiscono i frutti di quanto seminato in loro?

Per questo motivo ho imparato a credere che la consapevolezza è la voglia di crescere e che le persone consapevoli sono coloro che vogliono crescere a qualsiasi costo!

Io credo che quando il Cielo vuole salvarti, ti dona la consapevolezza, ma poi quando  a volerti salvare lo vuoi anche tu, allora chiedi aiuto! Perché nel chiedere aiuto forse è racchiuso quel gesto di seminare la propria consapevolezza in una relazione rassicurante  che aiuti a tenere gli occhi aperti!


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